STILI ALIMENTARI

DALLA CALIFORNIA I GAMBERETTI VEGANI

Una delle tante discussioni che infuocano il web riguarda il fatto se è opportuno o meno alimentarsi di cibi vegani che, però, sia nel nome che nell’aspetto ricordano la carne… il pesce… il formaggio… ci chiediamo quindi cosa ne pensate della notizia che abbiamo trovato su http://food24.ilsole24ore.com/.

In California sono stati inventati dei gamberi di origine vegetale al 100%. Un’azienda bio-tech della West Coast ha brevettato, infatti, un sistema per produrre gamberi vegani identici agli originali utilizzando solo alghe e altri ingredienti vegetali. La startup si chiama New Wave Food e i primi prototipi di crostacei “green” sono stati già testati in una degustazione alla cieca. Pare abbiano riscosso un gran successo, Dominique Barnes, ceo dell’azienda ed esperto di tutela e conservazione marina ha dichiarato che finché non è stato svelato che quello che stavano gustando gli ignari commensali era un prodotto a base di alghe, tutti erano convinti di mangiare i classici gamberetti. Ad onor del vero l’articolo pone la fatidica domanda: “ Perché mai dovremmo acquistare e mangiare gamberi fatti di alghe, sicuramente più cari degli altri?” Voi cosa rispondereste? Qualcuno risponderebbe che è per salvare il pianeta. In effetti, come riporta l’articolo, gli allevamenti intensivi di gamberetti creano non pochi problemi ambientali, anche in termini di deforestazione di mangrovie, ma anche la pesca tradizionale non è priva di danni collaterali. Il sito New Wave Food riporta che, secondo la Fao, per ogni mezzo chilo di pesce catturato con le reti, ne finiscono impigliati due chili e mezzo di specie non richieste, che spesso vengono distrutte. Alcuni esperti arrivano addirittura a prevedere oceani privi di pesci entro il 2048.

Tornando ai gamberetti vegani della New Wave Food, il processo produttivo è coperto da brevetto, quel che si sa è che viene utilizzata un’alga rossa per conferire il caratteristico colore. Altri studi accurati hanno portato a riprodurre al meglio elasticità, texture e gusto e il tutto è in evoluzione per far sì che i gamberetti sintetici di tutto sappiano tranne che di artificiale.

Di certo, purtroppo, non si riusciranno mai a sostituire i 6 milioni di tonnellate di gamberi allevati annualmente, ma, come dice Barnes, basterebbe avere un’alternativa sostenibile almeno per una parte dei 2 chili pro-capite consumati ogni anno negli States. Nota dolente per i puristi è il grande mercato che si aprirebbe se il veg gamberetti venissero prodotti su larga scala. Il mercato di vegetariani e vegani, si sa, è costantemente in crescita e molti hanno “nostalgia” di certi sapori. Giusto… sbagliato… chissà… chi siamo noi per giudicare?

Milano, 01/09/2016 - GC

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