ASSOCIAZIONI

NULLA DI NUOVO, ANZI...

Cosa c'è di nuovo? Cosa c'è di confortante? Nulla... purtroppo proprio nulla, anzi!

Dall'associazione "Essere Animali" arrivano le immagini shock girate, anche grazie a delle telecamere nascoste, in un grande allevamento di maiali, fornitore di uno dei prodotti DOP tra i più venduti in Italia ed esportati all'estero: il "famoso" Prosciutto di Parma. Immagini che mostrano come anche dietro ad un marchio considerato un'eccellenza del made in Italy possa nascondersi una realtà di sofferenza per gli animali. Per sei mesi, infatti, il team investigativo dell'associazione ha documentato i ripetuti comportamenti violenti degli operatori, una raccapricciante gestione degli animali malati, lasciati morire di stenti e le gravissime conseguenze del diffuso cannibalismo tra i maiali, molti dei quali si ritrovano con orecchie ferite o del tutto amputate.

Le enormi criticità e le sistematiche violazioni alla normativa sul benessere dei suini in questo grande allevamento sono state segnalate anche al Corpo Forestale dello Stato.

Non si può certo sapere se questi allevamenti sono destinati a chiudere o meno, di certo, come sostiene Essere Animali“Fino a quando vorremo produrre e consumare così tanta carne, gli animali dovranno essere allevati in sistemi intensivi. Sino ad allora, indipendentemente da marchi e certificazioni, gli animali saranno confinati in capannoni sovraffollati, senza la possibilità di stare all'aperto o vedere la luce del sole”.

L'associazione pone l'accento anche sul fatto che "gli allevamenti intensivi sono doppiamente brutali, da un lato gli animali sono costretti a vivere senza la possibilità di soddisfare molte importanti esigenze etologiche, dall'altro chi lavora all'interno può essere portato a desensibilizzarsi, al punto da compiere atti di crudeltà come quelli documentati nel video” ed è per questo che invita le persone a riconsiderare le proprie scelte alimentari. “Un'alimentazione a base vegetale può essere al tempo stesso sana e gustosa. Certo il prosciutto può piacerci, perché siamo abituati al suo sapore, ma per produrlo milioni di maiali sono allevati in misere condizioni e poi uccisi. Ne vale davvero la pena, per una fetta di prosciutto?”

Ovviamente per noi la risposta è "No, non ve vale la pena" e speriamo vivamente che questo Natale porti un po' più di consapevolezza a tutti. 

Le brutali immagini parlano da sé, se avete il coraggio di vederle eccovi i link: Qui il video - Qui le fotografie - Qui l'infografica

Info da comunicato stampa ufficiale.

Milano, 20/12/2016 - GC

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