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OLIO DI PALMA BYE BYE

Ne avevamo ampiamente parlato anche noi di RadioVeg.it dell’Olio di Palma in una intervista scritta con il biologo ambientale ROBERTO CAZZOLLA GATTI e la maggior parte di noi ha firmato la petizione lanciata da Fatto Alimentare e Great Italian Food Trade su Change.org

Sono state raccolte 176 mila firme e, nonostante lo sforzo fatto per cercare di rivalutare l’olio di palma tramite uno spot alquanto discutibile che esaltava i “pregi” di questo olio e la sua “eco-sosteniblità”, ignorando quindi o addirittura manipolando i moniti delle varie autorità sanitarie europee,  finalmente il popolo no Olio di palma può ritenersi soddisfatto perché tante aziende alimentari hanno iniziato a fare dietro front e a prendere le distanze da questo dannoso grasso tropicale dichiarando che non rientrerà più a far parte degli ingredienti dei loro prodotti.

L’annuncio è stato dato il 5 maggio dall’Aidepi, ovverosia l’associazione di settore che raggruppa marchi famosi come: Ferrero, Mulino Bianco, Bauli e la decisione è stata probabilmente più che altro presa perché  milioni di consumatori  hanno smesso di comprare biscotti e merendine con olio di palma, e la flessione nei consumi non poteva passare inosservata a chi tiene le redini aziendali.

Si spera che questo cambio di rotta fermi almeno un po’ la “rapina” delle terre nel Sud-Est asiatico, nell’Africa sub-Sahariana e nell’America centrale, per deforestare e lasciare spazio alle coltivazioni, rendendo l’aria irrespirabile e provocando la morte degli oranghi, mettendo in difficoltà anche per la popolazione del luogo.

Tenendo presente che, sia il Ministero della salute che l’Istituto Superiore di Sanità, nel febbraio 2016 hanno evidenziato i rischi dell’olio di palma per i bambini e adolescenti, l’abolizione di questo ingrediente di certo andrà a favore della salute, ma tutto sta a capire con che altro ingrediente a basso costo verrà sostituito l’olio di palma. Quindi, a fronte di questa vittoria, cosa ci dobbiamo aspettare? Non bisogna dimenticare inoltre che l’olio di palma è inserito in una marea di prodotti, quindi: cambieranno i componenti anche negli articoli non alimentari? Ai posteri l’ardua sentenza.

 

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Milano, 7/5/2016 - GC

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