ANIMALI

TOSAERBA OBSOLETI, ARRIVANO I BRUCAERBA

Non avete voglia di tagliare il prato? No problem, potete mandare in pensione la vostra tagliaerba e prendere qualche pecorella, ce lo propone il sito pecorelle.it.

Basta mezzi meccanici e diserbi, dunque, la piccola azienda “PECORELLE” è un'alternativa ecologica per la manutenzione del verde che ama gli animali e fa bene al prato.
La cura del tappeto erboso viene affidato a un gregge di Ouessant, una razza di pecore nane originaria della Francia, dove da secoli viene allevata per questo tipo di impiego.
Grazie alla piccola mole, il gregge non danneggia il terreno, al contrario lo fertilizza in modo naturale, senza sfalci d'erba da smaltire.

L’idea è stata “importata” da Silvia Caneva, ex giornalista lodigiana che ha conosciuto questo sistema in occasione di una fiera dove aveva partecipato per conto del giornale per il quale lavorava. La cosa l’ha talmente colpita che ha lasciato il suo lavoro di giornalista proprio per dedicarsi al nuovo business: il suo gregge di pecore tosaerba.  

Le risorse umane, o meglio, le risorse ovine sono tutte pecore nane d’Ouessant che si sostituiscono volentieri ai mezzi meccanici per la manutenzione dei campi e sono formate dalla capogruppo Silvana, dal re del gregge Luciano, dal fiero ed amichevole Martino, da Giacomo, schivo con i maschi del gregge ma non con le femmine, come un vero e proprio “Casanova”, dal saggio Paolo, dall’audace Carmen e da altri 14 capi tutti con un nome e tutti con un proprio carattere ben definito. Insomma nessuno da pecorelle.it è un numero, niente catena di montaggio e niente turni massacranti.

Silvia racconta su ilfattoquotidiano.it: “È un’idea che coltivo da tempo e che nasce dal desiderio di lavorare con le mani e non solo con le parole. Nonostante risieda in città, al quinto piano di un palazzo, e non in una cascina, ho da sempre provato una grande passione per il mondo della campagna”.

“In Francia e in Svizzera è già una realtà ben sviluppata. In Italia, invece, nessuno aveva strutturato la cosa a livello d’impresa”.

Ci hanno pensato quindi Silvia e il suo compagno nel 2013.  Le pecore sono state acquistate da allevamenti italiani ed è stato dato ad ognuno un nome come per omaggiare tutti coloro che hanno sostenuto la coppia in questa loro “pazza idea”.

Quando in primavera l’erba inizia a crescere, le pecore vengono divise in gruppi, per poi essere affidate a chi ne ha fatto richiesta che pagano un prezzo complessivo in linea con il servizio di sfalcio tradizionale del settore verde.

Per Silvia non si è trattato di una rivincita rispetto al lavoro precedente, ma della voglia di rivendicare ritmi di lavoro più lenti, meno stressanti rispetto alla superficialità che spesso il giornalismo impone. La precedente occupazione di Silvia le tagliava fuori tutta la voglia di approfondire, mentre lei vuole fare cose vere, che restano, e trova che avere a che fare con animali vivi è davvero molto istruttivo.

Una storia simile, ma con una forza lavoro differente, l’abbiamo scoperta su lastampa.it e accade nel Comune di Ghilarza, paese al centro della Sardegna, che ha ingaggiato 5 asinelli per tagliare l’erba lungo le strade e nei giardini pubblici.

I quadrupedi sono lavoratori instancabili e, dopo avere egregiamente svolto il loro dovere nel cortile dell’asilo nido, hanno dimostrato di essere rapidi e golosi già in altre zone del paese. Insomma, per sistemare il verde pubblico, l’amministrazione comunale ha organizzato un’operazione a costo zero e totalmente ecologica. Niente decespugliatori, per le strade di Ghilarza, ma “mangia erba” a quattro zampe che di tanto in tanto seminano anche un po’ di concime sui prati.

Articolo intero sulle pecore tosaerba cliccare QUI 

Per visitare il sito dell’azienda cliccare QUI 

Articolo intero sugli asinelli di Ghilarza cliccare QUI 

 

Milano, 20/04/2016 - GC


 

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