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VEGANS O VEGGANS, QUESTO É IL PROBLEMA

Quante sfaccettature, quanti colori e quante opinioni diverse tra di loro ci regala il mondo veg. Ogni giorno si scopre qualche cosa di nuovo ed oggi http://www.ehabitat.it/ ci informa che esiste una nuova categoria di “commensali”: i veggans.

Non è un errore di battitura, la doppia “G” è proprio voluta: “VEGGANS” corrisponde al neologismo derivato dalla fusione di “vegans” ed “egg” e sono quelle persone che non hanno tolto le uova dalla loro dieta, ma si tratta di uova speciali.

E’ palese che coloro che hanno fatto questa scelta non dovrebbero considerarsi vegani, infatti i puristi sono partiti all’attacco accusando i veggans di un uso improprio della terminologia come se non volessero rinunciare all’impatto che ha il termine “vegano” confronto a “ovotarians”, oltre all’intravedere in questa scelta un “compromesso di comodo” in cui i gusti personali hanno la meglio su una condotta di vita cruelty-free.

Però i veggans replicano argomentando che le uova in questione sono prodotte da galline considerate troppo vecchie per i ritmi e gli standard del mercato e che verrebbero uccise all’età di 72 settimane se non avessero la loro fetta di consumatori interessati; pertanto le uova possono essere considerate a tutti gli effetti cruelty-free e dimostrano come la loro scelta sia etica e  compassionevole.

La diatriba è nata in Inghilterra. Linda Turvey, che gestisce l’Hen Heaven Sanctuary nel Sussex, ha dichiarato al quotidiano inglese The Guardian .  che “Vendere le uova aiuta a coprire i costi del santuario” Il sovrapprezzo che attribuiamo loro è per il fondo pensione delle galline” prosegue Isobel Davies, co-fondatrice dell’organizzazione Hen Nation, che vende online uova cruelty-free dal North Yorkshire. In queste strutture, gli agricoltori e i volontari che si prendono cura delle galline si limitano a raccogliere le uova deposte spontaneamente e naturalmente dagli animali.

Chiarito il punto, la diatriba con i vegani più agguerriti si riassume nella posizione ufficiale diffusa dalla Vegan Society: “Salvare le galline di batteria è una pratica meravigliosa e compassionevole che la Vegan Society condivide con convinzione. Ma chiediamo alla gente di mostrare il proprio supporto offrendo tempo o donazioni, piuttosto che comprare uova allo scopo di mangiarle. Non abbiamo nessun diritto di prenderle, le galline non possono dare il loro consenso”.

Chissà se anche in Italia ci sono rifugi per galline in pensione! 

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Milano, 08/04/2016 - GC

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