AMBIENTE

LE FORESTE CI PARLANO. BASTA SAPERLE ASCOLTARE

Secondo il rapporto di valutazione globale delle foreste elaborato dalla FAO, dal 1990 al 2015 il nostro pianeta ha perso circa 129 milioni di ettari di foresta. Il processo sconsiderato di deforestazione si deve in gran parte alla conversione delle foreste in terreni agricoli e destinati all’allevamento zootecnico e il problema deve essere tutt’altro che sottovalutato: dalle aree verdi dipende la sopravvivenza nostra e del pianeta; le foreste garantiscono la conservazione delle acque e del suolo, mitigano gli effetti del cambiamento climatico e costituiscono l’habitat per il 75% della biodiversità terrestre.

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Se da un lato si continua con la deforestazione, dall’altro vanno sottolineati i tentativi di salvare quanti più ettari possibili grazie all’istituzione di aree di conservazione. Ma quanto sono efficaci questi rimedi? La rivista Science ha pubblicato un interessante articolo che fa riferimento a un innovativo metodo di valutazione: la bioacustica. Nelle foreste, cioè, si può ora registrare il “paesaggio sonoro”, ovvero tutti i suoni o silenzi che mostrano quale e quanta vita ospita la foresta. Finora, i dati erano molti ma non approfonditi: le immagini satellitari non sono in grado di raccontare molto sullo stato di salute della foresta e dei suoi abitanti; altrettanto poco esaustivi, oltre che costosi, erano i singoli dati raccolti con le fototrappole.

L’idea della bioacustica applicata alla ricerca sulle aree protette è di un’ecologista della Princeton University specializzata nelle foreste tropicali, Zuzana Burivalova: grazie ai rilevatori acustici, è possibile rilevare un’ampia varietà di gruppi di animali in lunghe distanze e per lunghi periodi di tempo. «Penso che sia davvero entusiasmante che diversi gruppi di ricercatori stiano lavorando su paesaggi sonori in modo multidisciplinare - ha dichiarato la Burivalova - in un certo senso, questi paesaggi riuniscono persone con diversi talenti ed esperienze: scienziati informatici, musicisti, ecologisti, narratori e fisici. Penso che sia esattamente ciò che richiede la conservazione: persone con tutti i tipi di abilità e talenti».

RV / A. Bosani - Set19

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Fotografie: Pixabay

 

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